Una persona neurodivergente può soffrire di una condizione di disagio e sofferenza psicologica, specialmente a causa del doversi "mascherare" all'interno di una società che privilegia il funzionamento neurotipico.
Il masking è una strategia, consapevole o inconsapevole, che alcune persone autistiche (o in generale neurodivergenti) attuano, modificando il loro comportamento al fine di evitare episodi di discriminazione o di sentirsi più "adeguati" quando in situazioni sociali o di lavoro in un contesto neurotipico.
Alcuni dei segnali più comuni della messa in atto di tali comportamenti sono:
la sensazione di indossare sempre una "maschera", costruita ad hoc per ogni contesto, e di non mostrare il vero sé, se non con specifiche persone;
il tentativo di controllare tutto ciò che si dice nei contesti sociali e, quando il controllo viene meno, la forte sensazione di aver fatto “oversharing” o scena muta;
la sensazione di dover sopprimere le reazioni emotive perché considerate "troppo" o "infantili";
il sentirsi ipervigilante rispetto alle reazioni degli altri per paura del rifiuto o di sentirsi "strani".
Lo stesso tipo di fenomeno è presente in varie popolazioni "minoritarie", come ad esempio quella Queer, in quanto viviamo in una società che stigmatizza e discrimina qualsiasi forma alternativa di sessualità e relazioni.
Esiste una sovrapposizione tra neurodivergenze e Queerness (approfondisci).